.: Servizio Mediazione Culturale :.

L'Ente ha attivato Servizi di mediazione culturale presso strutture sanitarie, scolastiche, territoriali o della giustizia minorile, attraverso la stipula di convenzioni specifiche. I Servizi operano in linea con quanto più avanti descritto in merito alla mediazione culturale.

La mediazione culturale e la figura del mediatore culturale

La mediazione culturale è un' azione comunicativa e relazionale innovativa sviluppatasi ormai da qualche anno in Italia a partire dai bisogni di accoglienza, dialogo, convivenza e integrazione delle istituzioni sociali di base (quali la sanità, la scuola, la giustizia) a cui una sempre più numerosa utenza di origine immigrata ha cominciato ad aver accesso.
La mediazione culturale dunque rappresenta una funzione utile e necessaria per agevolare il processo di integrazione degli immigrati e di mutamento interculturale della società di accoglienza.
La figura del mediatore culturale, che viene introdotto per la prima volta dal T.U. “al fine di agevolare i rapporti tra le singole amministrazioni e gli stranieri appartenenti ai diversi gruppi etnici, nazionali, linguistici e religiosi” (art. 42, c.1, lett.d), rappresenta un nuovo strumento a disposizione sia dell’utente immigrato che dell’operatore italiano perché mentre lavora a favore del primo affinché si senta accolto, compreso ed informato in maniera adeguata, opera a favore del secondo sostenendolo nella relazione attraverso l’offerta di informazioni di contesto e opportune strategie comunicative senza per questo sostituirlo.
La mediazione vorrebbe garantire alla popolazione straniera residente in Italia maggiore rispetto e reali condizioni di permanenza civile per tutti oltre che di pari opportunità per gli immigrati, contribuendo non ad assisterli ma a rinforzarne l’autonomia e l’empowerment e a diminuire pertanto l’asimmetria che li rende soggetti deboli di fronte ai nostri servizi e alle nostre strutture.
Il mediatore culturale è un operatore straniero ed immigrato che non si limita a parlare la stessa lingua di origine dell’utente straniero ma diventa un professionista serio, formato alla gestione della diversità: accanto agli insegnamenti teorici volti a fornire conoscenze sulla realtà italiana in rapporto al fenomeno migratorio da un punto di vista sia sociale che psicosociale e normativo e ad un tirocinio finalizzato all’acquisizione di abilità pratiche, la nostra formazione prevede infatti anche un lavoro personale sulle proprie storie familiari ed origini culturali che favorisca l’elaborazione cosciente della propria identità e appartenenza anche in relazione all’esperienza migratoria vissuta.
La mediazione culturale non è dunque solo un servizio di interpretariato prestato nei confronti degli utenti stranieri ma diviene un processo che tenta di sostenere l’integrazione interculturale partendo dal basso, dai servizi del territorio: attraverso la sua opera il mediatore culturale agisce come traduttore di codici linguistici ma anche e soprattutto come ponte, strumento di passaggio di sistemi, competenze e risorse culturali diverse, garantendo un intervento sistemico che di fatto facilita l’accesso ai servizi nell’intento di renderli così pienamente fruibili.

 

 

 
realizzato da Studio SMB : www.studiosmb.it